Articoli Commenti

G.S.A.G.S. » Attività, Speleologia » Battesimo dell’acqua per speleologi senza frontiere

Battesimo dell’acqua per speleologi senza frontiere

ATTIVITA’: Grotta
DATA: 20-05-06
COMUNE: Urzulei
LOCALITA’:   Supramonte di Urzulei
CAVITA’, GOLA O SENTIERO:  Donini
ORGANIZZATORE   DELL’USCITA:  Pierluigi Melis
PARTECIPANTI E GRUPPI DI APPARTENENZA: Pierluigi Melis,  Piero Murenu, Barbara Mascia,  Sadia Minichini, tutti GSAGS, Anett, e un gruppo di suoi amici ungheresi, dai nomi impronunciabili!

Appuntamento venerdì alle 17.00 con l’intenzione di arrivare a Sedda Arbaccas con luce sufficiente a trovare il posto e a montare le tende… ma ahimé! Capiamo ben presto che si tratta di pura utopia, gli amici ungheresi forse spaventati dalle curve o preoccupati per gli zaini precariamente fissati sul tetto della macchina non fanno più di 50km/h… e cosi il viaggio diventa un’interminabile processione!
A Baunei ci fermiamo perché qualcuno deve comprare pane, è tardi e sta facendo buio…In me e Barbara cresce e si consolida il terrore di non riuscire a trovare il posto… arrivati ad un incrocio con una strada bianca esce spontaneo dalle mie labbra un sospiro di sollievo, ma dura una frazione di secondo, perché Barbara con una faccia disperata mi dice: “no… quella è per i ginepri!”  E cosi con la totale consapevolezza di trovarsi sola con la responsabilità di trovare il posto continua a guidare mestamente e con sempre maggiore angoscia!! Ma per fortuna recupero subito i punti persi individuando in lontananza, ma proprio di fronte a noi, la strada che dobbiamo percorrere! E subito ritorna il sorriso sui nostri visi!!
Arriviamo al campo verso le 21.00 è buio, ma le tende ci stanno… o meglio ci starebbero perché gli amici abituati a ben più rigide temperature decidono di dormire all’addiaccio! Noi invece montiamo la tenda, o almeno ci proviamo, perché il buio, lo “stronamento” da lungo viaggio e la memoria non ci aiutano, e Barbara comincia ad avere qualche dubbio sulla nostra super tecnica tenda! Non ci preoccupiamo di tendere bene il sovratelo tanto non tira un alito di vento e la serata è pulita e piena di stelle!
Sistemata la tenda e la zona notte ci dedichiamo ai preparativi per la cena, e scopriamo che gli ungheresi non sembrano molto socievoli, si sono organizzati un angolo appartato e irraggiungibile a meno che non si decida di scavalcare tutti i sacchi letto! Ci guardiamo incerte sul da farsi… ma Anett già avvezza alle nostre usanze ci viene un po’ in aiuto e riusciamo a compattare il gruppo sebbene la comunicazione sia incerta e stentata! Ma la pasta col sugo di Barbara fa da legante!
Andiamo a letto presto: l’indomani Pierluigi ci vuol trovare pronti alle 8.30! Nonostante sia a Barbara che a me di solito non mancano gli argomenti, crolliamo immediatamente! …per risvegliarci ben presto per una bufera di vento… come vorrei essere stata più diligente ed aver tirato bene quel simpatico sovratelo!!

Ci svegliamo presto, in perfetto orario, smontiamo, prepariamo l’attrezzatura ed aspettiamo l’arrivo del presidente! Il quale non si fa attendere molto, e arriva in compagnia di Piero.
Noi decidiamo di incamminarci e vestirci all’imbocco della grotta, mentre tutto il resto della troupe si prepara alle macchine! Arriviamo, ci prepariamo, e nonostante le mie immani fatiche e tutto il tempo impiegato a chiudere l’imbrago, compito reso arduo dalla presenza della muta, l’attesa sembra infinita… ma ecco delle voci in lontananza… arrivano!
Entra prima Barbara e poi io, andiamo a cercare il proseguo per fare la discesa su un unico armo… ci raggiunge Pierluigi, continuiamo la discesa e ci sistemiamo ad aspettare sul fondo, dove cominciano le prime vaschette.
Tra una chiacchiera in inglese ed una italiano arriviamo tutti e raggiungiamo Barbara che è gia all’attacco dell’altro pozzo poco più avanti!
Pierluigi arma, scende primo Piero e poi cominciano gli ungheresi.. armati di tanto di materassino arancione fosforescente, perché uno di loro non è molto “acquofilo”!!
È meraviglioso una volta giù si comincia a nuotare e la grotta ci si apre davanti con tutte le sue meraviglie! L’acqua è gelida ma non ci perdiamo d’animo! Ogni tanto mi giro indietro ed è meraviglioso vedere tutte le fiammelle soavemente galleggiare sull’acqua… ha ragione Piero, sembra una processione… una suggestiva processione!
Ecco il quarto salto, in un attimo siamo tutti giù e proseguiamo qui si cammina… ma eccoci al tanto temuto laghetto di 200 metri… ognuno nuota come può, qualcuno inventa nuovi stili e qualcun altro chiede lezioni di nuoto… ma tutti ci godiamo il momento!
A qualcuno viene in mente di fare un minuto di silenzio al buio totale, spegnendo tutte le luci, per ascoltare “la voce della grotta”… mi viene già il panico, e mi ghiaccio ancora di più… per fortuna la mia cara amica Barbara consapevole del mio terrore mi tende una mano nel buio…  Bhe! tutto sommato è bello ascoltare i rumori della grotta… ma finalmente qualcuno riaccende una luce!

—Riprendiamo dunque il cammino o meglio la nuotata per giungere, superati piccoli scivoli e toboga, al quinto salto che ci porta dritti dritti all’ennesimo lago. Scendo per prima (Barbara N.d.A.), seguita da Sadia e Piero e tutti e tre, appatellati ad alcuni massi, ci godiamo la discesa dei nostri colleghi ungheresi. Il nostro percorso prosegue a piedi, fino ad un piccolo salto da fare in disarrampicata, che ci permetterà di percorrere a nuoto l’ultimo meandro che conduce alla suggestiva visione dell’uscita fossile della Donini; la luce penetra nell’acqua creando un bellissimo gioco di riflessi e forse, ancor più di ciò, è piacevole osservare lo stupore negli occhi di Anett che non si capacita di tanta meraviglia.
Giungiamo dunque all’ultimo lago che Sadia ed io scegliamo di fare in corda mentre tutti gli altri decidono di tuffarsi, chi di testa, chi di piedi, chi incitandosi a mò di lottatore di sumo!!!
Dopo avere sguazzato ripetutamente nell’acqua ci prepariamo al fine per l’ultimo salto da Su Cunnu e S’Ebba. Tra fantasmi da scacciare (vero Sadia?!) e voglia di condividere l’evento chiediamo a Pierluigi di farci scendere insieme in corda singola col discensore simple e così abbiamo fatto, non senza qualche perplessità del nostro caro e prudente amico che, per quanto gli è stato possibile, non ci ha mai perso di vista. Munite di sacchi con la corda da sistemare al meglio per chi ci avrebbe seguito abbiamo iniziato la discesa…è stato bello fermarsi a metà strada per parlare, guardarsi intorno, godere del momento e fissarlo nella memoria.
A noi fa seguito Piero e poi giù, uno alla volta tutti gli altri, felici come bambini, alcuni nuotano, altri prendono il sole, altri lasciano la loro povera rotula sulle bianchissime rocce carbonatiche che fanno da scenario ai laghetti esterni alla grotta (vero Sadia?!). Il tempo che passa impietoso decreta la fine di una giornata speciale e dopo aver assistito a come il nostro Pierluigi riesce a far stare 7 mute più altri accessori in un numero esiguo di sacchi (???), ripartiamo alla volta delle macchine dove, scambi di cioccolato e colombe (ma Pasqua non è passata da un pezzo???) suggellano il gemellaggio tra lo Spano ed il gruppo ungherese (ma qualcuno gli ha chiesto come si chiama??).
Che dire di una giornata così: complimenti a Pierluigi per l’organizzazione visti i tempi piuttosto ristretti e grazie a questi nuovi amici che mi hanno permesso di capire quanto può essere bello vedere la nostra bella Terra riflessa negli occhi di chi ancora non la conosce.

Materiale usato: 2 corde da 60 mt, (ma se si vuole uscire dall’uscita fossile potrebbe bastarne una) e un cordino per l’ultimo salto… ce ne sono già a sufficienza, ma la prudenza non è mai troppa…!

NOTA DEL MAGAZZINIERE: in caso di necessità, come specificato anche nella relazione, si può percorrere anche l’uscita alta della Grotta Donini. E’ consigliato quindi munirsi, oltre che dei necessari attrezzi da discesa in corda doppia, anche di discensori per corda singola e attrezzi da risalita.

Categoria: Attività, Speleologia

Non è possibile commentare